Ministero dell’Interno, Circolare prot. N. 3511 del 05/08/2016

“La disciplina sul ricongiungimento familiare ex D.Lgs. 286/1998 (T.U. Immigrazione) si applica anche alle parti delle Unioni Civili”.

RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE – UNIONI CIVILI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO – EQUIPARAZIONE AI CONIUGI

Il Ministero dell’Interno ha chiarito il punto riguardo alle certezze interpretative inerenti alle ipotesi di ricongiungimento familiare in caso di unioni civili ex L. 76/2016 (cd. Legge Cirinnà). La circolare n. 3511 del 5 agosto c.m. esplicitamente afferma che “il diritto al ricongiungimento familiare di cui all’art. 29 e seguenti del D.lgs. 286/98 (T.U. Immigrazione), si estende ai cittadini stranieri dello stesso sesso uniti civilmente. Pertanto sarà possibile richiedere il nulla osta al ricongiungimento familiare a favore del partner unito civilmente purché maggiorenne e non legalmente separato”.

È la stessa L. 76/2016 (si legge nella circolare) al comma 20 dell’art. 1, che “nell’istituire l’unione civile tra persone dello stesso sesso specifica che «le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole coniuge, coniugi o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso».

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