Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza n. 35850 del 31/08/2016


“Le acque reflue di un centro di emodialisi rientrano nella tipologia industriale, così rilevando penalmente l’illecito scarico delle stesse”.

INQUINAMENTO IDRICO – TUTELA PENALE – SCARICO DI ACQUE REFLUE PRODOTTE DA UN CENTRO DI EMODIALISI – REATO DI CUI ALL’ART. 137, COMMA 1, D. LGS. 3 APRILE 2006 N. 152 – CONFIGURABILITÀ.

In tema di inquinamento idrico, la rilevanza penale in materia di scarichi presuppone che gli stessi abbiano ad oggetto acque reflue industriali, ossia non attinenti al metabolismo umano o alle attività domestiche (ove per quest’ultime vi è tutela punitiva di tipo amministrativo e non penale).

Pertanto lo scarico di acque reflue provenienti da un centro di emodialisi configura il reato di cui all’art. 137, comma 1, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, trattandosi di “acque provenienti da un’attività che ha ad oggetto l’effettuazione di prestazioni terapeutiche caratterizzate dall’impiego di sostanze estranee sia al metabolismo umano che alle attività domestiche” rientrando, peraltro, tra i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo ex D.P.R. n. 254 del 2003.

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