Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza n. 33074 del 28/07/2016

ART. 648 TER  1 C.P. – AUTORICICLAGGIO – DEPOSITO SOMMA ILLECITA SU CARTA PREPAGATA – POST FACTUM NON PUNIBILE

“La condotta di mero deposito su carta prepagata, intestata all’autore del reato da cui proviene la somma illecita, non configura il reato di auto riciclaggio ex art. 648 ter 1 c.p., non costituendo attività economica o finanziaria”

Nel caso di specie due soggetti si impossessavano furtivamente di una borsa contenente una carta bancomat di cui abusivamente ne facevano uso, prelevando la somma di euro 500 e versando la stessa su carta prepagata intestata agli stessi. Il GIP respingeva la richiesta di misure cautelari del PM in ordine alla configurazione della condotta anche in autoriciclaggio ex art. 648 ter 1 c.p. Avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame, che confermava l’ordinanza del GIP, il Procuratore della Repubblica proponeva ricorso per Cassazione. La Suprema Corte confermava l’impugnato provvedimento affermando che il mero deposito di danaro su carta prepagata non configura né attività economica né finanziaria. Per attività economica deve intendersi, infatti, quella richiamata dall’art. 2082 c.c., ossia finalizzata alla produzione di beni o alla fornitura di servizi; per attività finanziaria si fa riferimento alla gestione del risparmio e alla individuazione di strumenti ivi preposti, a tal uopo dovendosi fare riferimento – mancando una definizione codicistica, sia penale che civile – alle attività di cui all’art. 106 del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; tra le citate attività non compare il mero deposito di danaro in carte prepagate, in tal guisa mancando l’elemento oggettivo ai fini della configurazione del reato di cui all’art. 648 ter 1 c.p. Va inoltre ricordato come la fattispecie in esame punisce “chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa”, richiedendo, pertanto, un effettivo atteggiamento particolarmente dissimulatorio nei confronti della origine illecita della res, nel mero deposito su carta prepagata intestata all’autore dello stesso reato.

È proprio nell’atteggiamento dissimulatorio, unitamente alla re immissione nel circuito economico-finanziario – del denaro o dei beni di provenienza illecita – che va individuato il discrimen  tra post factum non punibile (di cui all’art. 648 ter 1, comma 4, c.p., ossia “condotte per cui il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale”), e condotte integranti il reato di autoriciclaggio. In altri termini: il mero godimento non è punibile, il nascondimento è punibile.

Per tali motivi la condotta di mero deposito su carta prepagata, intestata all’autore del reato da cui proviene la somma illecita, non configura il reato di auto riciclaggio ex art. 648 ter 1 c.p.

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