Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza n. 17131 del 05/04/2017



RISCOSSIONE TRIBUTI – EQUITALIA – USURA 644 C.P. – INAPPLICABILITÀ 

“All’attività di riscossione di Equitalia non può essere applicata la fattispecie di usura”

Nella sentenza in esame la Sezione II Penale afferma l’impossibilità riguardo all’applicabilità della fattispecie di cui all’art. 644 cod. pen. – Usura, nei confronti dell’attività di riscossione tributi posta in essere da Equitalia, trattandosi di somme dovute all’erario (con eventuali sanzioni aggiuntive), e non nella dazione (o promessa) di danaro a natura contrattuale (elemento essenziale, questo, per la sussistenza del reato de quo.
Il ricorso in oggetto veniva presentato avverso il decreto di archiviazione del GIP di Parma, il quale preliminarmente dichiarava inammissibile l’opposizione ex art. 410 cod. proc. pen., con la quale la persona offesa richiedeva investigazioni suppletive «finalizzate ad individuare il soggetto che gestisce il software di Equitalia e che consente l’applicazione da parte della stessa di interessi usurari». 
Al riguardo la Corte, dopo aver dichiarato la manifesta infondatezza del ricorso (stante il corretto operato del GIP, il quale aveva – con motivazione congrua – ritenuto palesemente irrilevanti le investigazioni suppletive richieste), ha ricordato che «in una vicenda assimilabile a quella in esame (cfr. Sez. 2, sent. n. 8865 del 2016, non massimata), ha già avuto modo di chiarire che: 

a) l’aggio dovuto ad Equitalia con interessi eventualmente maturati non presenta connotazioni di natura pattizia ma evidenzia una natura sanzionatoria e risarcitoria; b) le somme costituenti oggetto di pretesa non sono correlate a pregresse erogazioni di denaro o altra utilità, che non rientrano peraltro nelle attribuzioni di Equitalia; 

c) la fattispecie di usura non è applicabile alla attività di riscossione dei tributi, in difetto dei presupposti soggettivi ed oggettivi».

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