Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza n. 7904 del 21 febbraio 2019

Secondo la Corte di Cassazione le offese perpetrate per mezzo di messaggistica di gruppo (tramite chat quali WhatsApp e simili), possono essere lette anche da soggetti terzi rispetto alla persona offesa di cui si leda la reputazione, così collocandosi in una dimensione ben più ampia di quella tra offensore e offeso. Tale circostanza rende la fattispecie ascrivibile al reato di diffamazione e non al depenalizzato illecito, anche qualora alla chat partecipi la persona offesa.

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